preciana
La Scuola chirurgica preciana ebbe il suo apice in Val Castoriana alla fine del Medioevo e nel XVI secolo, sviluppandosi attorno al centro culturale e religioso dell’abbazia benedettina di sant’Eutizio.
L’amore per la terra è insito nel cuore delle genti di Preci, poggia sulle più recondite profondità del tempo e risale alle origini della scuola di Chirurgia dei monaci siriani esperti nel curare le genti arrivarono dal lontano Oriente eremiti siriani, anacoreti, filosofi ed esegeti, ma dottori in scienza, che elessero in comunione con la nostra terra di Santi, il loro stesso percorso. Abbiamo imparato a venerare i Santi medici Cosma e Damiano e nel mistero dell’amore, giunsero fino a noi i monaci Spes, Fiorenzo ed Eutizio e nell’Abbazia che di quest’ultimo porta il nome fu fondata la Pulchra Sabina Preces Prisca Chirurgis Patria, dove i monaci eccelsero nella litotomia e nell’intervento di cataratta, attingendo all’arte medica grecoromana.
Già da tempo una legge impediva agli ecclesiastici di esercitare la professione medica, tra i divieti stabiliti, i monaci non potevano seguire corsi di diritto o di medicina, e ai sacerdoti non era permesso esercitare alcuna arte medica che prevedesse l’uso del fuoco o dell’incisione. Perciò i monaci, per evitare che la loro cultura col tempo si disperdesse, avevano trasmesso, già da tempo, agli abitanti della comunità abbaziale le loro conoscenze e abilità mediche, affinché si creasse un ambiente favorevole allo sviluppo dell’attività di chirurgia empirica della scuola.
Tra i preciani di cui ci è pervenuto il nome, i più noti tra essi furono Arcangelo Mensurati, vissuto nella prima metà del XVI secolo, chiamato al servizio dell’Arciduca d’Austria; Durante Scacchi, nato nel 1540 a Preci, reputato il grande capostipite della Scuola, fu noto anche per trattati medici significativi, come il famoso Subsidium Medicinae, cui attinsero non solo medici umbri; poi il fratello Cesare Scacchi, chiamato alla corte inglese per liberare dalle cataratte la regina Elisabetta I; Orazio Cattani, vissuto nella lontana Costantinopoli al servizio del Sultano Mehmed fino al 1620; Diomede Amici, primo chirurgo a Venezia nel 1696, autore di ben due trattati di medicina; Girolamo Bacchettoni che nel 1726 ottenne la cattedra di oculistica dell’Università di Innsbruck; Caterino Carocci che nel 1696 servì alla corte di Ferdinando II d’Austria; Alessandro Catani (o Cattani), autore di numerosi scritti di medicina, dal 1744 medico e chirurgo della Corte di Napoli.
Oggi il Museo della Scuola Chirurgica Preciana espone raccolta di scritti, ferri chirurgici, strumenti del mestiere, vocazione preciana per la cura delle genti.
Il Museo è stato aperto nel maggio 2009 grazie alla collaborazione del Comune di Preci con l’Università di Perugia e con l’Università La Sapienza di Roma. L’esposizione presenta i ritratti di medici illustri, di famosi pazienti e riproduzioni di illustrazioni anatomiche. Nelle teche si trovano utensili e strumenti utilizzati dai chirurghi preciani.
La tradizione preciana nasce anche grazie all’esperienza nella lavorazione locale delle carni di maiale, la famosa “norcineria”, poiché, come è noto, l’anatomia dei suini è stata utilizzata in passato dai medici per esercitarsi nelle dissezioni e nelle pratiche chirurgiche.
DON ANSANO FABBI
Preci e la Valle Castoriana
Don Ansano Fabbi,
umile tra gli umili,
dal puro pensiero alla scrittura,
le sue opere dettate dallo Spirito.
Non possiamo in verità aggiungere altro, se non rimandare, nella dimensione più umana e spirituale, allo scritto di don Ansano Fabbi, Preci e la Valle Castoriana, una vera lectio magistralis del sacerdote.
Scrisse nel suo testamento: Accetto con rassegnazione, in unione alla Passione di Cristo, la fine della vita, che considero meno triste per la decadenza religiosa della società in cui si è costretti a vivere. Ho fiducia di raggiungere presto la visione di Dio per la fedeltà conservata alla mia vocazione e per lo zelo mai smentito nell’apostolato. Raccomando ai parrocchiani, ai parenti, agli amici di utilizzare al massimo per l’eternità il breve tempo della vita ut in omnibus glorificetur Deus.
Don Ansano ritorna alla casa del Padre il 20 novembre 1980.
Dell’amore immortale si nutre il suo Spirito.